La I Commissione Consiliare Permanente della Regione Campania ha approvato la proposta di legge per sottoporre agli abitanti il referendum finalizzato alla costituzione del Comune autonomo comprendente le frazioni di Lago Patria, Licola e Varcaturo.     ANALISI DELLE NECESSITA' - Compila il questionario sugli interventi necessari al nostro territorio per renderlo vivibile - Le ragioni per opporsi alla costruzione di un termovalorizzatore sul nostro territorio in un reportage realizzato dal Comitato Liternum

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Sabato  09 luglio 2011

Giugliano continua a pagare il prezzo più alto
Incredulità e rabbia per la notizia di una nuova discarica sul territorio
Giugliano. La notizia di aprire l'ennesima discarica nel Giuglianese sta facendo il giro tra cittadini, ambientalisti, politici e amministratori non solo di Giugliano, ma anche dei comuni limitrofi, in particolare di Qualiano e Villaricca, vessati per anni dalla presenza, a pochi passi dal loro territorio e in molti casi a ridosso del centro abitato, di impianti per lo stoccaggio dei rifiuti. Se davvero un'altra discarica venisse aperta nel Giuglianese, così come sembra ormai palese dalle notizie che giungono da ieri mattina, riportando oltre a Giugliano, anche Marano, Chiaiano Comiziano e Sant'Anastasia, tra le zone individuate in provincia di Napoli per la realizzazione di nuove discariche, sarebbe un altro duro colpo per questo territorio che, forse a causa proprio della presenza di discariche legali e non, di veleni nascosti e noti, è fanalino di coda in termini di sviluppo e vivibilità del Mezzogiorno. Classi dirigenti inette e spregiudicate hanno consentito che questo territorio pagasse un prezzo altissimo in termini ambientali. Per chi ancora non è addentrato nell'universo delle discariche presenti sul territorio, vi consigliamo la visione di questa mappa, allestita su Google per consentire a chiunque di vedere la quantità di impianti e discariche presenti sul territorio, tra Giugliano, Qualiano e Villaricca, il cosiddetto: Triangolo dei Veleni o la più nota “Terra dei fuochi”. Si è già alzata la voce del sindaco di Giugliano, Giovanni Pianese. Il primo cittadino si appella ad una legge del 2007 che esclude Giugliano dai territori dove poter allestire discariche, ma così come siamo già abituati, quando siamo in emergenza, si può anche andare in deroga alle leggi ed è proprio quello che il commissario Vardè avrebbe intenzione di fare dopo avere annunciato la lista dei territori. Tra l'altro il sindaco di Giugliano è sotto accusa per non avere fatto partire in questi anni, da quando si è insediato nel 2008, un piano per i rifiuti che permettesse alla terza città della Campania di uscire definitivamente dalla crisi e di collaborare a tenere un po' più pulita l'area a nord di Napoli. Tutta la classe politica: amministratori locali e sovra territoriali, sono sotto accusa anche per aver appoggiato e per non aver impugnato i provvedimenti che negli ultimi anni hanno visto il territorio Giuglianese pagare un prezzo altissimo in termini ambientali. Il timore è che anche questa volta, così com'è avvenuto per la riapertura di Taverna del Re nel novembre scorso, la classe dirigente si nasconda dietro alle decisioni calate dall'alto e lasci al proprio destino il popolo ormai stanco e rassegnato a scenari già visti. Intanto il popolo della protesta si sta riorganizzando. C'è già chi parla di una “nuova Val di Susa”, ma l'esperienza insegna che molto probabilmente saranno sempre i soliti a tentare di fermare i tir e gli autocompattatori, mentre gli altri staranno a guardare e a puntare il dito, accusando i primi di strumentalizzare la protesta per fini politici, senza muovere un dito.